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Caivano- Un calcio al pallone per ricominciare a sognare

Un pallone, un campo che accompagna i sogni, il sole che li illumina e l’impegno di chi se ne prende cura. In una sola immagine può esserci il mondo e questo accade sui campi di calcetto a Caivano voluti dall’associazione Un’Infanzia da Vivere.

L’operatore Gabriel Spahiu, ogni giorno dopo essersi assicurato che i bambini abbiano fatto i compiti li accompagna nel quadrato di gioco e basta un fischio di inizio per dar il via libera alla passione di  chi sgambetta immaginando di disputare un campionato di prima categoria. Ma in fondo è dai piccoli passi che comincia il cammino e questo tra i volontari e gli educatori del progetto Ad Ventura, di cui Un’infanzia da Vivere è partner, è assolutamente chiaro.

E mentre li vedi giocare pensi che non ci sia solo il calcetto davanti ai tuoi occhi, c’è invece una comunità che sta crescendo recuperando la normalità dell’incontro e la felicità dell’aggregazione. E’ la fiducia che i bambini ripongono nel mister Gabriel e prima ancora i loro genitori che glieli affidano sapendo di poter così contribuire alla costruzione di qualcosa respira di futuro, che sa di miracoloso. Ci si prende cura l’uno dell’altro mentre dalla radio semmai accesa in sottofondo senti le parole di Francesco De Gregori in Leva Calcistica del ’68. Versi nati altrove ma che qui sembrano appartenere a questo tempo, a questo quartiere della città metropolitana di Napoli dove non si ha nessuna intenzione di perdere la speranza e rassegnarsi.

E allora, cantare viene naturale.

Sole sul tetto
Dei palazzi in costruzione
Sole che batte sul campo di pallone..

Dodici anni e il cuore pieno di paura ma Nino non aver paura 
Di sbagliare un calcio di rigore
Non è mica da questi particolari
Che si giudica un giocatore
Un giocatore lo vedi dal coraggio
Dall’altruismo e dalla fantasia

Il ragazzo si farà
Anche se ha le spalle strette

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